Cosa sono i Presidi Slow Food?

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Il progetto dei Presìdi Slow Food nasce nel 1999 e prende il via nel 2000, si tratta di interventi mirati per:

  • salvaguardare o rilanciare piccole produzioni artigianali e tradizionali a rischio di estinzione;
  • sostenere le piccole produzioni tradizionali che rischiano di scomparire, valorizzare territori, recuperare antichi mestieri e tecniche di lavorazione, salvare dall’estinzione razze autoctone e varietà di ortaggi e frutta.

Oggi, i Presìdi Slow Food sono più di 500 e coinvolgono più di 13.000 produttori.

Slow Food ha iniziato a catalogare centinaia di prodotti a rischio di estinzione con il progetto “Arca del Gusto”  e successivamente il progetto dei Presìdi, entrando nel mondo della produzione, per conoscere i territori, incontrare i produttori, promuovere i loro prodotti, il loro lavoro, i loro saperi, è diventato uno dei veicoli più efficaci per mettere in pratica la politica di Slow Food sull’agricoltura e sulla biodiversità.

Nel 2008, a nove anni dall’avvio del progetto, Slow Food Italia ha accolto una richiesta dei produttori: l’assegnazione di un marchio da apporre sulle confezioni, per identificare, tutelare e valorizzare i prodotti dei Presìdi italiani.

Slow Food Italia ha registrato il marchio “Presìdi Slow Food”, corredandolo di un logo grafico nuovo:

cos'è il presidio slow food?

che non è quindi la chiocciola simbolo di Slow Food, e di un regolamento:

saranno autorizzati ad utilizzare il nuovo logo solo i produttori che hanno sottoscritto il regolamento e la carta di utilizzo (in cui dichiarano di rispettare il disciplinare di produzione del proprio Presìdio).

 

Slow Food Italia non si limiterà quindi ad assegnare un contrassegno ma, soprattutto, metterà a disposizione dei produttori i servizi di:

  • consulenza, comunicazione, assistenza tramite i suoi collaboratori sul territorio, i tecnici della Fondazione Slow Food per la Biodiversità Onlus e l’ufficio dei Presìdi presso la sede nazionale di Slow Food Italia.

La commercializzazione dei prodotti dei Presìdi è svolta, come sempre, direttamente dai produttori o dai consorzi di produttori.

Negli anni successivi, il marchio è stato assegnato anche ad alcuni prodotti del sud del mondo che sono trasformati regolarmente in Italia: il caffè e il cacao. In questo caso sia il disciplinare, sia il regolamento sono stati discussi non solo con i produttori (nei territori di origine) ma anche con gli artigiani italiani (torrefattori e produttori di cioccolato).

Nel 2012 la Svizzera ha deciso di fare lo stesso percorso: anche in questo caso i produttori dei Presìdi, per ottenere l’autorizzazione all’uso del marchio, hanno sottoscritto un regolamento, impegnandosi a rispettare il disciplinare e a lavorare in coerenza con la filosofia Slow Food.

In concreto i Presìdi Slow Food:

  • hanno effettivamente contribuito a salvare numerose razze animali, specie vegetali, formaggi, pani e salumi che rischiavano l’estinzione;
  • hanno aiutato centinaia di produttori affinché potessero proseguire la propria attività, favorendo il contatto tra consumatori interessati alla qualità e disponibili a pagare un prezzo equo e remunerativo;
  • hanno materialmente contribuito a dimostrare che un’altra agricoltura e un’altra produzione alimentare sono possibili;
  • sono un punto di riferimento per molti piccoli produttori e per molte comunità del cibo di tutto il mondo (anche al di fuori del “circuito Slow Food”);
  • sono un modello anche per altri piccoli produttori con i quali oggi Slow Food lavora e collabora per impostare progetti legati non più solo all’eccellenza qualitativa, ma anche alla produzione per il consumo quotidiano;
  • sono un bacino molto importante di saperi ed esperienze, che i Presìdi mettono a disposizione di altri produttori tramite scambi e collaborazioni, costituendo pertanto alcuni dei nodi fondamentali della grande rete Slow Food.
  • (fonte: http://www.slowfood.it)

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Saperi Locali è un Locale Amico – Slow Food

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